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CMYK o RGB: quale modalità colore scegliere per la stampa

Preparazione per la stampa8 min di lettura · Aggiornato:

Tavolo di un grafico con stampe dai colori intensi, una mazzetta colori e un monitor che mostra lo stesso progetto in tonalità più luminose.
In breve

Per la stampa offset e per gran parte della stampa digitale prepari il file in CMYK con il profilo ICC indicato dalla tipografia (per la carta patinata di solito FOGRA39 o FOGRA51), a 300 DPI in scala 1:1, con 3 mm di abbondanza e una copertura totale d'inchiostro entro il 300–330%. Riservi l'RGB, meglio se sRGB, agli schermi: post da 1080×1080 px, storie da 1080×1920 px, banner web. Alcune tipografie di grande formato e UV accettano l'RGB e convertono i colori direttamente nel RIP, ma lo chieda sempre prima di inviare il file.

A monitor il progetto è perfetto, ma una volta stampato il blu diventa viola e il verde fluo sembra color oliva. Non è colpa della tipografia: è la differenza tra la luce emessa da uno schermo e l'inchiostro sulla carta. In questa guida spiego in cosa si distinguono CMYK e RGB, quali colori creano problemi in stampa, come scegliere il profilo ICC e quando può lasciare tranquillamente il file in RGB.

In cosa si differenzia il CMYK dall'RGB?

L'RGB è un modello additivo: i colori nascono dalla miscela di luce rossa, verde e blu, e la somma di tutte dà il bianco. Così funzionano monitor, smartphone e televisori. Il CMYK è invece un modello sottrattivo: gli inchiostri ciano, magenta, giallo e nero assorbono parte della luce riflessa dal supporto, e più inchiostro si deposita, più il colore si scurisce.

La differenza pratica più importante è il gamut, cioè la gamma di colori riproducibili. Il gamut RGB è nettamente più ampio, soprattutto nei verdi brillanti, nei blu intensi, negli arancioni e nei viola. Ogni colore che esce dal gamut CMYK viene sostituito, in fase di conversione, con il più vicino possibile, di solito più spento.

CaratteristicaRGBCMYK
Come si forma il coloreMiscela di luce (additivo)Miscela di inchiostri (sottrattivo)
CanaliR, G, B (0–255)C, M, Y, K (0–100%)
Gamma di coloriAmpia, colori molto saturiPiù ristretta, dipende da carta e macchina
UtilizzoSchermi, social media, siti webStampa offset e digitale
Profilo tipicosRGB, Adobe RGBFOGRA39, FOGRA51, FOGRA52
RisoluzioneIn pixel, ad es. 1080×1080 pxIn DPI, di norma 300 DPI in scala 1:1

Perché i colori dello schermo risultano diversi in stampa?

Il monitor emette luce propria, mentre lo stampato si limita a riflettere la luce ambientale. Per questo anche un file CMYK preparato alla perfezione apparirà sulla carta meno brillante che su uno schermo retroilluminato, soprattutto in un ufficio poco illuminato. A ciò si aggiunge la calibrazione: un monitor non calibrato, in particolare quello di un portatile o di uno smartphone, falsa spesso saturazione e luminosità.

Il secondo motivo è il supporto. Lo stesso file su carta patinata, su carta usomano non patinata e su un banner in PVC darà risultati diversi, perché la carta non patinata assorbe l'inchiostro e i colori risultano più scuri e meno saturi. Il terzo motivo è la conversione: se invia un file RGB e la tipografia o il driver della stampante lo convertono automaticamente in CMYK, non è Lei a decidere come verranno trattati i colori fuori gamut.

Quali colori sono difficili da stampare in CMYK?

Il problema riguarda soprattutto i colori molto saturi e al tempo stesso luminosi. L'esempio classico è il blu puro RGB 0/0/255: dopo la conversione riceve parecchio magenta e in stampa appare violaceo. Allo stesso modo il verde, il rosa e l'arancione fluo perdono la loro «luminosità», perché nessuna combinazione dei quattro inchiostri di quadricromia può riprodurre la fluorescenza.

Se un colore è fondamentale per il marchio, ha due strade: scegliere consapevolmente l'equivalente CMYK più vicino oppure stampare con un colore aggiuntivo (tinta piatta, spot), ad esempio da mazzetta Pantone. I colori fluorescenti Pantone (serie 801–814) sono disponibili in offset e serigrafia, ma non in tutte le tecniche digitali: chieda quindi alla tipografia prima di progettare un poster fluo.

Profilo ICC: che cos'è e quale scegliere?

Il profilo ICC descrive come una determinata tecnica di stampa, su un determinato supporto, riproduce i colori. Il programma di grafica lo utilizza per convertire da RGB a CMYK, per l'anteprima e per controllare la copertura totale d'inchiostro (TAC). Un profilo sbagliato significa ombre troppo chiuse, inchiostro che si espande o colori falsati.

La regola è semplice: il profilo lo sceglie la tipografia, non Lei. Se la scheda tecnica non lo indica, la tabella seguente riporta le impostazioni tipiche in Europa. Nella stampa di grande formato ogni macchina e ogni materiale hanno un proprio profilo, per cui lì conviene in particolare chiedere le specifiche.

Supporto / tecnicaProfilo ICC tipicoCopertura max. d'inchiostro
Carta patinata – offsetISO Coated v2 (FOGRA39) o PSO Coated v3 (FOGRA51)circa 300–330%
Carta non patinata (usomano)PSO Uncoated v3 (FOGRA52) o ISO Uncoated (FOGRA29)circa 260–300%
Carta da giornaleISOnewspaper26v4circa 240%
Stampa digitale a tonerDi solito FOGRA39 o secondo la tipografiasecondo la tipografia
Grande formato (banner, roll-up, UV)Profilo della macchina e del materiale o RGB secondo la tipografiasecondo la tipografia

Quando va bene l'RGB?

Tutto ciò che finisce solo su schermo va preparato in RGB, per la precisione in sRGB. Vale per post (1080×1080 px), storie (1080×1920 px), banner web (ad es. 2400×1200 px), presentazioni e newsletter. Un file CMYK caricato online può essere visualizzato con colori falsati, perché browser e app presuppongono lo sRGB.

In stampa l'RGB a volte è accettato, e in alcuni casi persino preferito. Le moderne macchine di grande formato UV, latex e a solvente, spesso con inchiostri aggiuntivi, hanno un gamut più ampio dello standard offset, e il RIP della tipografia converte i colori direttamente in base al materiale specifico. Anche i laboratori fotografici di solito richiedono le foto in sRGB. Dipende però dalla tipografia: una chiederà l'RGB, un'altra il CMYK FOGRA39, quindi verifichi sempre la scheda tecnica.

Come convertire un file da RGB a CMYK senza sorprese?

La soluzione più sicura è lavorare in RGB fino alla fine del progetto e convertire in CMYK una sola volta, in fase di esportazione, con il profilo corretto. Passare più volte da una modalità all'altra peggiora i colori, perché ogni conversione taglia di nuovo il gamut. Per le fotografie in genere funziona bene l'intento percettivo, mentre per la grafica con colori aziendali è preferibile il colorimetrico relativo con compensazione del punto nero.

Dopo la conversione esamini il file nell'anteprima CMYK e corregga a mano i colori che hanno perso carattere. Esporti il PDF nello standard richiesto dalla tipografia, di solito PDF/X-1a (tutto in CMYK) o PDF/X-4 (ammette RGB e trasparenze). Se ordina un progetto già pronto, ad esempio su plakaty.shop (wielkareklama.eu studio), riceve un PNG e un PDF per la stampa con 3 mm di abbondanza, ma prima di stampare conviene comunque confrontare i colori con le specifiche della tipografia e rileggere personalmente tutti i testi.

Checklist

  • Ha verificato nella scheda tecnica della tipografia se richiede CMYK o RGB e quale profilo ICC
  • Il file di stampa è a 300 DPI in scala 1:1 con 3 mm di abbondanza
  • Ha controllato i colori nell'anteprima CMYK con il profilo corretto
  • Ha corretto a mano dopo la conversione blu intensi, verdi e colori fluo
  • I testi piccoli sono in K100 puro, le grandi campiture nere in nero ricco
  • La copertura totale d'inchiostro non supera il limite della tipografia (di solito 300–330%)
  • Il PDF è esportato nello standard PDF/X indicato dalla tipografia
  • Le grafiche per i social media sono salvate a parte in sRGB
  • Ha riletto tutti i testi, i numeri di telefono e gli indirizzi

Domande frequenti

Posso inviare alla tipografia un file in RGB?

Molte tipografie accettano l'RGB e lo convertono automaticamente, ma in quel caso Lei non ha alcun controllo su come cambieranno i colori fuori gamut. In offset lo standard è il CMYK con il profilo della tipografia. Nella stampa di grande formato UV o latex l'RGB è spesso accettato o persino preferito, quindi verifichi la scheda tecnica della tipografia a cui si rivolge.

Perché il mio blu è uscito viola in stampa?

Il blu puro RGB 0/0/255 è fuori dal gamut CMYK e con la conversione riceve molto magenta. A schermo non si nota, perché il monitor emette luce mentre l'inchiostro si limita a rifletterla. Imposti il blu a mano, ad esempio C100 M70 Y0 K0, e lo controlli nell'anteprima CMYK.

Come si stampa un colore fluo?

Con i quattro inchiostri CMYK non si ottiene l'effetto fluorescente: il colore risulterà sempre più spento. Il vero fluo si ottiene solo con inchiostri fluorescenti, ad esempio della serie Pantone 801–814, disponibili soprattutto in offset e serigrafia. In stampa digitale può accentuare l'impressione di brillantezza con uno sfondo scuro e contrastato.

Quale profilo ICC scegliere per stampare volantini?

Per volantini su carta patinata si usano di solito ISO Coated v2 (FOGRA39) o PSO Coated v3 (FOGRA51), per la carta non patinata PSO Uncoated v3 (FOGRA52). La decisione finale spetta alla tipografia, perché il profilo deve corrispondere alle sue macchine e alla sua carta. Se non lo indica nella scheda tecnica, lo chieda prima della conversione.

In quale modalità colore creare le grafiche per Instagram e Facebook?

Sempre in RGB, preferibilmente con profilo sRGB, perché è così che le visualizzano browser e app. Prepari il post quadrato a 1080×1080 px e la storia a 1080×1920 px. Non pubblichi online file CMYK, perché i colori potrebbero essere visualizzati in modo errato.

La conversione da RGB a CMYK in Canva o in un programma online è sufficiente?

Per materiali semplici di solito sì, ma questi strumenti spesso non consentono di scegliere il profilo ICC né di controllare la copertura d'inchiostro. Per tirature importanti o colori aziendali è meglio preparare un PDF con il profilo indicato dalla tipografia e controllarlo nell'anteprima CMYK. Per ordini consistenti conviene anche richiedere una stampa di prova.

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