Che risoluzione serve per la stampa? DPI per volantino, poster e banner
Per gli stampati che si guardano da vicino (volantino, biglietto da visita, poster A4–A3) prepari la grafica a 300 DPI nel formato reale: ad esempio un volantino A5 con 3 mm di abbondanza corrisponde a 1819×2551 px. Per i poster dal formato A2 in su bastano 150 DPI, per un roll-up 100–150 DPI e per un banner visto da alcuni metri 50–72 DPI. I pixel necessari si calcolano con la formula: misura in mm ÷ 25,4 × DPI.
Una foto sfocata sul volantino o un logo con le «scalette» sono la delusione più frequente al ritiro di uno stampato. Quasi sempre la colpa è di una risoluzione del file troppo bassa. In questa guida scoprirà quanti DPI servono per un volantino, un poster e un banner, come calcolare da sé i pixel necessari e perché ingrandire artificialmente una foto non salva una grafica di scarsa qualità.
Che cosa sono i DPI e perché contano i pixel, non i metadati?
Nella pratica DTP i DPI (dots per inch) indicano quanti pixel dell'immagine corrispondono a un pollice di stampa, cioè 25,4 mm. Il valore DPI salvato nel file, da solo, non garantisce nulla: è solo un'indicazione delle dimensioni in cui il programma stamperà l'immagine per impostazione predefinita. A determinare la qualità è il numero di pixel rispetto alla misura fisica dello stampato.
Un esempio: una foto di 2480×3508 px stampata in formato A4 ha 300 DPI, mentre la stessa foto stampata in A2 ne ha soltanto 150. Il file non è cambiato, è cambiata la superficie su cui vengono distribuiti i pixel. Per questo conviene ragionare sempre così: quanti pixel ho per quanti millimetri.
- I famosi «72 DPI del web» sono solo metadati: conta quanti pixel ha l'immagine.
- Testi e loghi vettoriali (PDF, SVG, AI, EPS) non hanno una risoluzione e si stampano nitidi a qualsiasi dimensione.
- La risoluzione va sempre verificata nel formato finale di stampa, non nell'anteprima a schermo.
Quando i 300 DPI sono indispensabili?
300 DPI sono lo standard per gli stampati che si tengono in mano e si osservano da 20–50 cm. A questa distanza l'occhio coglie ogni mancanza di nitidezza, e la stampa digitale e offset su carta patinata riproduce dettagli molto fini. Una risoluzione inferiore si traduce di solito in bordi morbidi e pixel visibili nelle foto.
Il limite è convenzionale: 250 DPI su un volantino stampato su carta non patinata spesso sono indistinguibili da 300 DPI. Sotto i 200 DPI la differenza la nota già la maggior parte delle persone, soprattutto nelle foto con elementi minuti come capelli o texture.
- Biglietti da visita, volantini A6–A4, volantini DL: 300 DPI.
- Menu, buoni regalo, inviti, biglietti d'auguri: 300 DPI.
- Etichette, adesivi e cartellini: 300 DPI, perché si guardano da vicinissimo.
- Poster A4 e A3 appesi all'altezza degli occhi: 300 DPI, minimo 200 DPI.
Quanti DPI per poster di grande formato, roll-up e banner?
Più l'osservatore è lontano, meno pixel per pollice servono alla grafica. Un banner su una recinzione si guarda da qualche metro: 300 DPI significherebbero un file enorme senza alcuna differenza visibile di qualità. Le tipografie di grande formato accettano di norma valori molto più bassi.
I requisiti precisi dipendono dalla tipografia, dalla macchina e dal materiale. La rete mesh o il tessuto hanno una trama che «mangia» comunque i dettagli fini, mentre una carta da parati fotografica o un poster su carta fotografica visto da vicino richiedono più pixel. Verifichi sempre le specifiche della tipografia a cui si rivolge.
| Distanza di osservazione | DPI tipici in scala 1:1 | Esempi |
|---|---|---|
| fino a 1 m | 300 DPI | volantino, biglietto da visita, menu, poster A4–A3 |
| 1–3 m | 150 DPI | poster A2–A1, roll-up, allestimento in negozio |
| 3–10 m | 72–100 DPI | banner per recinzione, insegna, pubblicità su cancellata |
| oltre 10 m | 30–50 DPI | rete pubblicitaria di grande formato su edificio, cartellone |
Come calcolare quanti pixel servono?
La formula è semplice: misura in millimetri ÷ 25,4 × DPI = numero di pixel. Larghezza e altezza si calcolano separatamente. Si ricordi di aggiungere al formato rifilato l'abbondanza, di solito 3 mm per lato, cioè 6 mm in totale sia in larghezza sia in altezza.
Esempio per un volantino A5 (148×210 mm) con abbondanza: 154 mm ÷ 25,4 × 300 = 1819 px e 216 mm ÷ 25,4 × 300 = 2551 px. Per un banner di 300×100 cm a 72 DPI: 3000 mm ÷ 25,4 × 72 = 8504 px e 1000 mm ÷ 25,4 × 72 = 2835 px. Può anche fare il calcolo inverso: divida i pixel della foto per la misura in pollici e otterrà la risoluzione effettiva.
- Passo 1: converta la misura da mm a pollici (divida per 25,4).
- Passo 2: moltiplichi per i DPI desiderati.
- Passo 3: aggiunga l'abbondanza, se la tipografia la richiede.
- Passo 4: confronti il risultato con i pixel della Sua foto.
Tabella: formato → pixel
I valori seguenti vanno considerati come minimo per foto e grafiche raster. Le misure con abbondanza includono 3 mm per lato. I grandi formati sono indicati senza abbondanza, perché in questo caso le regole dipendono dalla tipografia e dal tipo di finitura (sormonto, occhielli, asola).
| Formato | Formato rifilato | DPI | Pixel al vivo | Pixel con abbondanza 3 mm |
|---|---|---|---|---|
| Biglietto da visita | 85×55 mm (standard italiano) | 300 | 1004×650 | 1075×720 |
| Volantino A6 | 105×148 mm | 300 | 1240×1748 | 1311×1819 |
| Volantino DL | 99×210 mm | 300 | 1169×2480 | 1240×2551 |
| Volantino A5 | 148×210 mm | 300 | 1748×2480 | 1819×2551 |
| Volantino / poster A4 | 210×297 mm | 300 | 2480×3508 | 2551×3579 |
| Poster A3 | 297×420 mm | 300 | 3508×4961 | 3579×5032 |
| Poster A2 | 420×594 mm | 150 | 2480×3508 | – |
| Poster A1 | 594×841 mm | 150 | 3508×4967 | – |
| Roll-up | 85×200 cm | 100 | 3346×7874 | – |
| Banner | 300×100 cm | 72 | 8504×2835 | – |
| Banner | 500×100 cm | 50 | 9843×1969 | – |
Perché ingrandire la foto non aiuta?
Quando in un programma di grafica si aumenta il numero di pixel (interpolazione), il software non recupera i dettagli persi, ma genera nuovi pixel a partire da quelli vicini. Il risultato è un file più grande con la stessa nitidezza, spesso persino peggiore: i bordi si ammorbidiscono e i dettagli fini si impastano. Formalmente il file ha 300 DPI, ma la stampa sembra a 100 DPI.
Altrettanto illusorio è cambiare soltanto il valore DPI senza ricampionare i pixel. Una foto di 1000×1000 px impostata a 300 DPI verrà semplicemente stampata più piccola (circa 85×85 mm), non più nitida. Gli strumenti di ingrandimento basati sull'AI possono migliorare la percezione di nitidezza, ma inventano dettagli che non c'erano, cosa che a volte si nota su volti e scritte.
- L'ideale è procurarsi l'originale della foto in piena risoluzione, non la versione presa dai social o da un'app di messaggistica.
- Faccia realizzare o ricostruire il logo in vettoriale invece di ingrandire un file PNG.
- Se la foto è troppo piccola, la riduca nel progetto oppure la usi come sfondo secondario.
- Inserisca le scritte come testo nel programma di impaginazione, mai come parte della foto.
Come verificare la risoluzione del file prima di inviarlo in tipografia?
In Photoshop o GIMP apra la finestra Dimensione immagine, disattivi il ricampionamento e inserisca la misura finale in mm: il programma mostrerà i DPI reali. Nei programmi di impaginazione (InDesign, Affinity Publisher) il pannello Collegamenti indica la risoluzione effettiva di ogni foto dopo il ridimensionamento nel layout. Per i PDF sono utili l'anteprima output o la verifica preliminare (preflight) di Acrobat.
Per i grandi formati le tipografie accettano spesso file in scala 1:10. In quel caso la risoluzione nel file deve essere dieci volte più alta: 720 DPI in scala 1:10 corrispondono a 72 DPI nella stampa 1:1. È così che prepara i file, ad esempio, plakaty.shop (wielkareklama.eu studio): roll-up e banner come PDF in scala 1:10, gli stampati più piccoli come PDF nel formato rifilato con 3 mm di abbondanza.
Checklist
- Verifichi la risoluzione delle foto nel formato finale di stampa, non nell'anteprima.
- Volantini, biglietti da visita e poster A4–A3: minimo 300 DPI (accettabili 250 DPI).
- Poster A2–A1 e roll-up: 100–150 DPI, banner 50–72 DPI in scala 1:1.
- Con un file in scala 1:10 moltiplichi per 10 i DPI richiesti.
- Aggiunga 3 mm di abbondanza per lato e tenga i contenuti entro il margine di sicurezza.
- Inserisca logo e testi in vettoriale, non come immagine ingrandita.
- Non ingrandisca le foto per interpolazione: cerchi l'originale in piena risoluzione.
- Rilegga tutte le scritte, i numeri di telefono e gli indirizzi prima di mandare in stampa.
Domande frequenti
72 DPI bastano per la stampa?
Per un volantino o un poster A3 no: osservata da vicino, la stampa risulterà chiaramente sfocata. 72 DPI in scala 1:1 sono il valore tipico per un banner visto da qualche metro. Tenga presente che l'indicazione «72 DPI» nel file non significa nulla senza il numero di pixel: conta quanti pixel corrispondono alla misura di stampa.
Quanti pixel servono per stampare un poster A3?
Un poster A3 (297×420 mm) a 300 DPI richiede 3508×4961 px, che con 3 mm di abbondanza diventano 3579×5032 px. Se il poster verrà appeso più in alto o guardato da 1–2 metri, bastano 200 DPI, cioè circa 2339×3307 px al vivo.
Una foto scattata con il telefono va bene per la stampa?
Una foto di uno smartphone comune ha 12 Mpx o più, ad esempio circa 4000×3000 px, sufficienti per stampare all'incirca un A4 a 300 DPI o un A2 a 150 DPI. A una condizione: deve essere il file originale, non la versione inviata tramite app di messaggistica, di solito molto ridotta e compressa.
Che risoluzione serve per un banner di 3×1 m?
Nella maggior parte dei casi bastano 72 DPI in scala 1:1, cioè circa 8504×2835 px, e per un banner visto da più lontano anche 50 DPI (5906×1969 px). Se la tipografia accetta file in scala 1:10, prepari un file di 300×100 mm a 720 DPI. I requisiti definitivi vanno confermati nelle specifiche della tipografia.
Si può migliorare la risoluzione di una foto in Photoshop?
Può aumentare il numero di pixel, ma il programma li genera a partire da quelli esistenti, quindi non recupera i dettagli persi. La stampa sarà più grande, ma non più nitida. Gli strumenti di ingrandimento basati sull'AI offrono un risultato visivo migliore, ma inventano dettagli: funzionano meglio per gli sfondi che per volti e prodotti.


